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Il 15 novembre del 2008, dopo una lunga malattia, si spegneva a Montalcino, a nemmeno 61 anni, Gianni Brunelli. Produttore di vino, nella piccola, ma agguerrita azienda agricola Le Chiuse di Sotto, la cui parte storica è stata sempre appannaggio familiare e dove la vigna impiantata dal padre Dino nel 1947 per la famiglia Tamanti è tuttora in produzione, ma anche oste, di quelli di rango, nella sua Osteria Le Logge, che è miracolosamente diventata uno dei locali di riferimento, per mangiare e bere bene, ma anche per una certa atmosfera che vi si respira, di Siena, Gianni è stato un personaggio speciale e chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo, come chi scrive, non può che considerare questa opportunità quale un privilegio e avvertire un senso di vuoto per la sua scomparsa. Per tentare di ricordare la sua figura di grande appassionato, "innamorato" direi quasi, del terroir di Montalcino e del suo Sangiovese, ho provato ad andare con la memoria ad una magnifica serata di pochi anni fa, su al Podernovone, che è la parte più recente dell'azienda ed il cuore dove oggi sua moglie, Laura, cerca di proseguire il lavoro avviato da Gianni, e dove in questo scenario magnifico, posto nella zona che dai dintorni di Sant'Antimo guarda verso il Monte Amiata, sono stati piantati con ogni cura, con il metodo tradizionale di Montalcino, il cordone speronato, alcuni ettari di Sangiovese. Su terreni di medio impasto, argillosi, con esposizione favorevolissima, sud-sud-ovest. C'erano Gianni e Laura ovviamente, la sua bravissima agronoma, Laura Bernini, e poi l'enologo che ha sempre seguito, senza mai essere protagonista, l'azienda, Paolo Vagaggini, e poi l'amico e grande wine writer americano-britannico Nicolas Belfrage, master of wine.
 Andandoci con la mente e con i ricordi ritrovo l'allegria di quella sera, il gusto di stare insieme, i discorsi, di Gianni, di Vagaggini, delle due Laura, sul Sangiovese "uva che viene bene solo in Toscana e non si adatta ad altri terroir", che subisce anzi la "variabilità del territorio", e a seconda delle aree dove viene coltivato, nella stessa Montalcino, richiede attenzioni e tecniche agronomiche diverse. Il Sangiovese che, come amava dire Gianni, "non deve essere forzato", e ha bisogno di trovare un suo equilibrio, che non ha "un sapore marcante e rivela facilmente la presenza di altre uve" e che "quando ha voglia solo Dio è più grande di lui"... Così per ricordare quella serata magica, fatta di vini stupendi, amicizia, del piacere di stare insieme in allegria, ho pensato di riprendere i miei appunti su una magnifica verticale del Brunello di Montalcino, rigorosamente tradizionale, fermentazioni lunghe in legno in tini tronco conici e affinamento in botti di rovere da 20 ettolitri, fatta in quella occasione, un viaggio nella storia del Brunello di Gianni Brunelli, dal 2000 a ritroso sino al 1991. Una di quelle esperienze forti, per chi ama il Sangiovese di Montalcino, che danno davvero un senso a chi fa questo strano mestiere di raccontare il vino che è il mio... Brunello di Montalcino 2000 Bellissima intensità di colore, rubino brillante di grande luminosità, naso nitido, fragrante, complesso, un mix di frutta (ciliegia) giustamente matura, di fiori (viole) e note selvatiche, con lievi accenni minerali. Grande freschezza al gusto, vivo, sapido, nervoso, con grande equilibrio, saldo sostegno tannico e lunga persistenza. @@@@ Brunello di Montalcino 1999 Splendida intensità e densità di colore, un rubino profondo brillante molto luminoso, per un bouquet sorprendente per densità e carnosità, con frutta matura, spezie, accenni terrosi, note di macchia mediterranea in evidenza. Altrettanto importante, anzi più, al gusto, segnato da una materia ampia e terrosa, da una struttura tannica ben rilevata, ma non aggressiva, da una grande ampiezza e da una lunghissima persistenza, da vino destinato a durare nel tempo... @@@@@ Brunello di Montalcino 1998 Colore rubino brillante di grande vivacità e splendore, si propone con grande equilibrio e piacevolezza aromatica spiccati, con una nota terrosa, di alloro e sottobosco, di prugna, di grande dolcezza e plasticità. La bocca segna una perfetta continuità con il naso, con buona costruzione ed un certo dinamismo, dovuto anche ad un'acidità bilanciata ma presente che regala un finale sapido e nervoso. @@@@
Brunello di Montalcino 1997 Per larga parte della stampa è stata una delle annate più grandi del Brunello, anche se molti vini, degustati già solo dieci anni dopo, apparivano piuttosto affaticati e privi di risorse e slancio. Non è questo il caso di questo 1997, dalla magnifica intensità di colore e dalla densità quasi "grassa" nel bicchiere, e dal naso inconfondibilmente floreale (con viole e lilium in evidenza) impreziosito da una sapida vena minerale, accenni di liquirizia e da una ciliegia ancora succosa. Sensazione di "levigatezza" confermata anche al gusto, dove il vino mostra un frutto ricco di polpa, un tannino presente ma morbido e rotondo, un grande equilibrio e quasi una dolcezza d'espressione in tutte le componenti e soprattutto una grande piacevolezza, un modo di proporsi colloquiale e docile. @@@@ ½ Brunello di Montalcino 1996 Sorprendente, in un'annata valutata solo tre stelle, la prova di questo 1996 dal magnifico colore ampio e splendente. Grande fragranza aromatica, con prevalenza di note floreali e accenni fruttati di ciliegia e ribes, al gusto non mostra una grande struttura e ampiezza, ma si propone integro, beverino, nitido, ancora succoso, con un finale nervoso di buona lunghezza e persistenza. @@@ ½ @@@@ Brunello di Montalcino 1995 Annata lungamente celebrata a Montalcino e questo 1995 conferma la statura di questo millesimo. Magnifico l'impatto aromatico, fitto, selvatico, denso e carnoso, con intreccio di note terrose, selvatiche, speziate, e un frutto che ancora si propone con la sua polposità croccante. Ancora meglio al gusto, segnato da una vivace articolazione e da un grande dinamismo, da una presenza tannica discreta ma ben rilevata, da un gusto pieno, continuo, ampio, che regale un finale nitido e incisivo di grande "sale" e nerbo. @@@@ ½ Brunello di Montalcino 1994 Classificata "quattro stelle" questa annata non sembra reggere perfettamente l'invecchiamento. Brillante, vivo, luminoso il colore, mostra un naso non pulitissimo, leggermente vegetale, con note riduttive carenti di freschezza e quasi "metalliche". In bocca è leggermente asciutto e carente di polpa e manifesta qualche disarmonia e durezza, con tannini leggermente secchi e asciuganti. @@@ Brunello di Montalcino 1993 Anche per questo millesimo un giudizio non proprio esaltante, perché se il colore è ancora splendente e luminoso, il naso è un po' stanco e carente di definizione e finezza ed il vino mostra una certa durezza d'espressione, un'astringenza che domina su un frutto piccolo e di poca sostanza. @@ ½ @@@ Brunello di Montalcino 1991 All'altezza della sua valutazione di "quattro stelle", invece, questo 1991, caratterizzato da una vivacità cromatica sorprendente e da una componente aromatica fresca, floreale, vivacissima, di grande eleganza e complessità, con note di ciliegia, rosmarino, viola e giglio e macchia mediterranea in evidenza. In grande forma e ricco di energia anche il gusto, sapido, nervoso, con un bel sostegno tannico e una lunghezza e persistenza terrosa di grande carattere e personalità. @@@@ Franco Ziliani
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