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18 Dicembre 2008
“Chi guida non beve”: reazioni all’ipotesi di abbassamento del tasso alcolemico consentito

A proposito dell'annunciata e già molto discussa proposta di legge bipartisan che inasprirebbe la normativa attuale che stabilisce come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro per poter guidare un veicolo, proposta di legge di cui ho già parlato in questo commento (leggete qui) vanno registrate, tra le prime reazioni (articoli come quello di Carlo Macchi sul sito Wine Surf - leggete qui - di Roberto Giuliani sul blog Esalazioni etiliche - leggete qui - l'intervento del blog Vino blogosfere - leggete qui - del blog Aristide - leggete qui - e del blog Kelablu - leggete qui) anche la presa di posizione della delegazione A.I.S. di Sondrio - leggete qui - e soprattutto un comunicato stampa emesso dal Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, che integralmente riportiamo.
Il comunicato intitolato "Chi guida non beve": le riflessioni dei produttori di vino", testualmente dice:
"In questi giorni la commissione Trasporti della Camera, presieduta dall'On. Mario Valducci, sta studiando alcune modifiche del codice stradale che prevedono il progressivo inasprimento delle pene per chi guida dopo aver assunto alcol. Esisterebbe un consenso fra le vari parti politiche per abbassare il limite del tasso alcolemico da 0,5 a 0,2 grammi per litro. Il principio ispiratore di tali provvedimenti è quello della cosiddetta tolleranza zero: "chi beve non guida".
Come rappresentante di una delle realtà vitivinicole più importanti d'Italia, il Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero ritiene di poter intervenire nel dibattito e contribuire a una riflessione seria, perché i produttori di vino sono prima di tutto genitori e figli, consapevoli che la vita e le abitudini di oggi sono ben diverse da quelle di cinquant'anni fa, ma nello stesso tempo, da cittadini responsabili, vorrebbero evitare scelte affrettate e inefficaci.
Il Presidente del Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, Claudio Rosso, si rivolge pertanto alle autorità politiche con la seguente dichiarazione: "La gravità del fenomeno degli incidenti stradali mortali interpella tutti come cittadini, anche perché oltre un certo limite non si può più parlare di "incidente" nel senso di evento raro e occasionale, ma di fenomeno cui porre rimedi strutturali.
Tra le azioni da intraprendere ve ne sono alcune già sperimentate con successo in altri Stati. La prima è quella che riguarda la velocità, tant'è che negli Stati Uniti, dove si utilizzano i demoltiplicatori per le auto più potenti, la percentuale di mortalità è di cinque volte inferiore alla nostra. Ci sono poi fattori decisivi come la puntuale manutenzione delle strade, il rispetto delle regole, le limitazioni per i più giovani e via dicendo. L'alcol e le sostanze che alterano i sensi sono un altro importante capitolo e proprio per questo nel nostro Paese sono state introdotte da poco regole severe con il limite dello 0,5%.
Gli italiani si stanno abituando a tenerne conto, anche se ci sono varianti individuali molto significative per cui non si può assolutamente dire che a quei livelli si è ubriachi. Il normale consumo di due bicchieri di buon vino può portare a quel dato ma gran parte della nostra popolazione ne riceve beneficio e non si ritrova con i sensi alterati.
Come non ripetere che c'è differenza tra super-alcolici e vino di qualità? Abbiamo una cultura millenaria da cui impariamo che il vino a pasto non è solo un optional, ma un fattore alimentare e di salute. Abbassare il limite a 0,2 grammi per litro significa cancellare totalmente la possibilità di bere vino per chi debba guidare, trasformando la nostra bevanda nazionale, compagna di ogni buon pasto, in qualcosa di occasionale ed estraneo alla vita quotidiana.
Ci sono persone più sensibili all'alcol che devono conoscersi e limitarsi, ma questo non può voler dire che tutti se ne debbano astenere come peraltro alcune leggi impongono in altre parti del mondo. I produttori di vino debbono essere i primi a combattere l'alcolismo e così sta avvenendo con il dimezzamento dei consumi e la crescita qualitativa.
Forse dovremmo persino sponsorizzare le associazioni che lavorano contro la triste piaga dell'alcolismo, ma sarebbe assurdo che non difendessimo l'idea di produrre qualcosa che piace e "fa bene".  L'idea della cosiddetta "tolleranza zero" contro i fenomeni che causano incidenti stradali non può limitarsi al divieto di bere un bicchiere di vino se si guida: non ci sarebbero i risultati che ci si aspetta e si metterebbero in difficoltà un bel po' di persone "tranquille".  
È questo il motivo per cui il nostro Consorzio di Tutela ha contribuito alla nascita di un "Osservatorio nazionale sul consumo consapevole" che ha sede nel Castello di Grinzane Cavour dove il noto Conte Camillo Benso usava le buone bottiglie per tessere accordi con tutte le corti europee. In definitiva, crediamo di interpretare l'opinione di molti se chiediamo al Parlamento e al Governo di meditare con attenzione l'ipotesi del limite del tasso alcolemico a 0,2 grammi per litro". Sul quotidiano Il Foglio di Giuliano Ferrara di mercoledì 17 dicembre nella rubrica Cronachette si poteva leggere questo commento intitolato significativamente Mio caro oste portaci da bere 
"Ci sono in giro delinquenti, italiani e stranieri, giovani e attempati, che si mettono al volante ubriachi e magari anche drogati, e causano tremendi incidenti che mietono vittime sulle strade. Controllarli prima è difficile e costoso, punirli dopo, con le procedure giudiziarie arrugginite e la cavillosità imperante, altrettanto.
Allora, per tranquillizzare l'opinione pubblica, in Parlamento si fa strada l'idea d'impedire di guidare anche se si è bevuto un solo bicchiere di vino, così si appare severissimi senza spendere un soldo per aumentare i controlli, si possono ritirare le patenti a tanta brava gente che non rappresenta alcun pericolo, naturalmente senza ridurre affatto la pericolosità dei veri ubriachi al volante. Anzi, si può persino peggiorare la situazione.
Una persona responsabile, che sa che può permettersi un solo bicchiere al ristorante prima di tornare a casa in automobile, soffre ma accetta questa limitazione, che non gli toglie del tutto uno dei più antichi piaceri conviviali. Si sa che è lo stesso bere un bicchiere o una bottiglia intera, dal punto di vista dei controlli alcolometrici della polizia stradale, può essere indotto a rompere gli argini.
Contemperare i diritti, e quello a un buon bicchiere di vino è un diritto, con le esigenze di sicurezza è sempre piuttosto arduo. Quel che serve è il buon senso e il rifiuto dei fondamentalismi, oltre a un minimo di capacità di resistenza alle emozioni del momento. E' evidente che urge maggiore efficacia nei controlli e più rapida capacità di sanzionare chi infrange regole ragionevoli. Inseverire insensatamente le regole, con un'ossessione proibizionistica, crea la situazione in cui, siccome (quasi) tutti sono fuori legge, nessuno lo è.
Si potranno aumentare i dati statistici sulle sanzioni per guida in stato di ebbrezza, chiamando ebbrezza quello che non lo è, ma il problema vero, quello degli autisti ubriachi assassini, non si risolve, anzi si rischia di aggravarlo. Anche se in modo bipartisan, come si dice per nobilitare una sciocchezza".
Va poi registrata, inviata dal suo coordinatore Andrea Dal Cero, la presa di posizione dei giornalisti che fanno parte della Tavola della Comunicazione Alimentare Italiana che con il titolo "Alcol e guida: la Tavola rifiuta la logica della tolleranza zero" scrivono: "la Tavola della Comunicazione Alimentare Italiana si dichiara profondamente contraria all'intenzione espressa dal presidente della Commissione Trasporti della Camera Mario Valducci, e a quanto pare condivisa dai diversi schieramenti politici, di abbassare l'odierno limite consentito di 0,50 mg/l di alcol nel sangue dei cittadini al volante ad un minimo quanto improbabile 0,2 mg/l.
I motivi dell'opposizione della Tavola a questa logica di tolleranza zero sono molteplici e pienamente giustificati nei fatti e nelle intenzioni. L'introduzione di un limite così basso esclude di fatto ogni possibilità di spostamento autonomo per chiunque, nel Paese, abbia a che fare con il comparto vitivinicolo: produttori, rappresentanti di commercio, operatori economici, enologi ed enotecnici, degustatori professionisti e stampa di settore. Contribuisce ad aggravare la già difficile situazione, visto il grave momento di crisi economica che stiamo attraversando, di tutti gli imprenditori del settore Horeca: dal piccolo bar di paese al miglior ristorante stellato.
Condanna e ghettizza il comparto vinicolo, una delle punte d'eccellenza dalla produzione italiana, riducendone così le possibilità operative ed offuscandone l'immagine. All'attuale limite di 0,50 mg/l di alcol nel sangue di chi guida, tutto il Paese si sta ormai abituando e uniformando: il problema rimangono i controlli che continuano ad essere troppo pochi e la loro inadeguata distribuzione geografica sul territorio nazionale. L'abbassamento radicale dei limiti consentiti conferma nei fatti la volontà demagogica di chi non sa risolvere i problemi in maniera costruttiva.
In definitiva la Tavola ritiene l'intenzione della Commissione Trasporti sconfortante in termini di libertà individuale dei cittadini e lesiva delle nostre più semplici ed elementari tradizioni del vivere quotidiano. Altre potrebbero e dovrebbero essere le misure da adottare per aumentare la sicurezza di chi viaggia in auto.
Non si capisce, tanto per indicare la più evidente, perché si continuino a proporre automobili capaci di raggiungere tranquillamente i 250 Km/h: nella pratica, auto fuorilegge. Invitando i colleghi della stampa generalista quotidiana e periodica ed evitare le solite e indotte  campagne "di paura e di emergenza" sull'argomento, il coordinatore della Tavola Andrea Dal Cero afferma che "Il sogno delirante di una legge per ogni evenienza tende a sostituire ogni progetto educativo e morale, e che i provvedimenti sbagliati della politica sociale non fanno che aumentare le differenze e le discriminazioni tra le persone".
Franco Ziliani



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