Domenica 1 Agosto 2010 (ITALIA), ore 05:28
|
English
Coming soon...
PUBBLICITÀ
Lavoro Turismo
PUBBLICITÀ
Che Banca!
30 Luglio 2008
La birra sempre pił forte del vino nelle preferenze di consumo degli americani

Notizia clamorosa dagli Stati Uniti, come segnala il wine blogger Tyler Colman, autore di un libro assolutamente da leggere, Wine Politics: how Governments, Environmentalists, Mobsters, and Critics Influence the Wines We Drink, sul suo blog Dr Vino in questo post (leggi qui).
La pubblicazione dell’annuale Gallup survey (sondaggio specializzato opera dell’Istituto Gallup) sulle preferenze nel bere degli americani, rivela, come si può leggere in questo ampio report sintesi di testi e illuminanti diagrammi, che dopo il sorpasso compiuto nel 2005 dal vino ai danni della birra nella classifica delle bevande alcoliche, tocca ancora alla spumeggiante bionda distanziare, e di molto, il prodotto a noi tanto caro, con un vantaggio, in termini numerici, schiacciante e a doppio zero, 42 per la birra e solo 31 per il vino (con i liquori ben distanziati, ma stabili a quota 23).
Nessuno l’avrebbe pensato, sottolinea Colman, in un’epoca in cui “i wine bar fioriscono in tante città e la proposta dei negozi di vino è sempre migliore” e dove forse è un segno di un “economia debole o stagnante che porta molti a preferire la birra perché meno costosa”, ed i consumi di vino negli States, come dimostrano le statistiche, crescono sostanzialmente dal 1993.
Per la prima volta dal 2002 la birra distanzia notevolmente il vino nei consumi degli americani, e dopo il punto più basso, in termini percentuali, raggiunto nel 2005, quando su base 100 si trovava a quota 36 mentre il vino aveva raggiunto il suo culmine a 39, ritorna regolarmente a crescere, non toccando il picco di 47 degli inizi anni Novanta ma dimostrando una notevole stabilità. I
l consumo di vino invece, dopo l’arrivo nel 2005 a quota 39 continua a scendere, perdendo cinque punti in due-tre anni. Il sondaggio della Gallup evidenzia altri aspetti molto interessanti, il fatto che la birra risulti la bevanda alcolica preferita nella fascia d’età tra i trenta ed i 49 anni, dove è passata dalla quota 40 del 2005 al 47 di questo ultimo rilevamento, fascia d’età dove il vino scende da 37 a 27 ed i liquori rimangono stabili a quota 21.
Singolare l’andamento nella fascia, 18-29 anni, che si penserebbe naturale appannaggio, data l’età più giovane ed il minore potere d’acquisto della birra: la bionda resta in pole position a quota 45, ma continua a perdere terreno dalla stellare quota 71 del 1994, scendendo a 56 nel 1999 e a 48 nel 2005. I consumi di vino negli ultimi quindici anni sono invece regolarmente e sensibilmente progrediti, passando dalla quota 14 media del biennio 1992-1994 al 22 del 1999 alla quota 32 del biennio 2004-2005 sino alla quota (per ora massima) di 33 del 2007-2008.
Infine nella fascia over 50, sopra i 50 anni, il consumo di vino si dimostra stabile negli ultimi 15 anni: era a quota 28 nel 1992-1994, sale a 30 nel 1999, quota che mantiene anche nel 2005, e sale a 33 in questo Gallup poll nel 2007-2008. Consumi in leggero calo in questa fascia d’età per la birra, che dalla quota 46 del 1999 era scesa a 45 nel 2005 e a 43 nel 2007-2008.
L’annuale sondaggio ha dimostrato che il 62 per cento degli americani affermano di bere alcol, una percentuale che è cambiata di poco negli ultimi dieci anni, che tendono a consumare una percentuale leggermente più bassa di bevande alcoliche che nel 2003, che il 36% degli interpellati (1016 adulti sentiti nel corso di interviste telefoniche nel periodo 10-13 luglio 2008), afferma di aver bevuto bevande alcoliche nelle ultime 24 ore (nel periodo dal 2000 al 2004 lo affermava mediamente un 30 per cento). In una precedente versione, luglio 2007, dello stesso sondaggio (vedi qui) il 64% degli americani il distacco tra la birra ed il vino era minore, 40 contro 34%, occorre verificare se siano solamente fattori economici (il vino negli Stati Uniti continua a costare molto) a determinare questa leggera disaffezione per Bacco rispetto alla birra.
O se invece entrino in gioco altri fattori, ancora una cultura del vino non totalmente diffusa in tutti gli strati dei consumatori americani, una modalità di servizio che nonostante la pratica diffusa del vino servito a bicchiere nei ristoranti, i comodi tappi a vite (screwcaps) presenti su tante bottiglie, la diffusione degli orribili contenitori alternativi (lattine e tetrabrick) rimane più complessa rispetto a quella della birra, che fanno sì che il vino, ancora per parecchi americani, sia qualcosa non ancora entrato stabilmente nella way of life and drink.
Franco Ziliani



© 2002-2008 Associazione Italiana Sommeliers, p.iva 11526700155, cf. 80022570156
Homepage   Editoriale   inEvidenza   News   L'Intervista   Commenti   Io non ci sto!   Le Novità dal Mondo del Vino   Eventi
Servizi AIS   Cerco/Offro lavoro   Club Amici dell'AIS   Novità nella Cantina   Le Recensioni   Amico Sommelier   Feed RSS
Gestione Soci   Contatti   Sommelier.it   Aisitalia.it   Sommeliersonline.it