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25 Maggio 2009
VinidAmare: grande occasione per conoscere i vini liguri

Bisogna proprio fare i complimenti a tutta l'A.I.S. Liguria, dal presidente Marino Giordani sino ai delegati di Genova, Imperia, La Spezia, Savona e Tigullio, rispettivamente Moreno Babbini, Mario Benza, Marco Rezzano, Fausto Carrara e Alex Molinari, e poi il delegato alla programmazione ed eventi Pierfranco Schiaffino ed il Consigliere nazionale, nonché vice-presidente Antonello Maietta, per aver messo a punto negli anni, con VinidAmare, un sistema collaudato e sempre più raffinato per testimoniare agli appassionati e soprattutto ai più scettici, di quali tesori sia ricca la piccola, per numeri, produzione vitivinicola di quella terra speciale che è la patria di Cristoforo Colombo, del pesto e delle Cinque Terre.
Complimenti per aver saputo pazientemente costruire un qualcosa che costituisce un unicum nel panorama italiano, avendo abbinato ad una manifestazione, VinidAmare, da sei anni ospitata nello splendore di Camogli e del suo Golfo Paradiso per l'intelligente collaborazione messa in atto con l'amministrazione comunale e ogni anno sempre più completa rassegna annuale dei vini liguri e momento d'incontro non solo tra i produttori, ma tra i diversi operatori del settore (ristoratori, albergatori, enotecari, baristi) nonché gli appassionati con chi il vino lo produce, anche un bellissimo volume, Vini di Liguria VinidAmare, che costituisce la migliore e più dettagliata introduzione al panorama sfaccettato della produzione vitivinicola ligure.
Libro, curato da Maietta con la collaborazione dei delegati A.I.S. di Liguria, che è andato a colmare un vuoto nella pubblicistica sul vino italiana, perché erano anni che si lamentava la mancanza di un'opera che non solo offrisse un panorama nel mondo delle denominazioni liguri, dal Rossese di Dolceacqua sino ai Colli di Luni passando per Ormeasco, Val Polcevera, Riviera Ligure di Ponente, Golfo del Tigullio, Colline di Levanto e Cinque Terre, e che testimonia a tutti quanti abbiano a cuore la realtà, piccola, ma quanto mai operosa, di questa viticoltura, e quale sia lo spirito della biodiversità, per non dire della ampelodiversità, per la provenienza dei vini da varietà autoctone in larga parte, lungamente acclimatatesi nel tempo in questi speciali terroir, che la anima.
Disporre oggi di un bel libro, di grande formato, impreziosito da belle fotografie, che zona per zona ha monitorato la produzione, presentando le caratteristiche di ogni zona e denominazione, proponendo ai vini una serie di abbinamenti in clima di "matrimoni d'amore" per dirla con Veronelli, ai piatti più gustosi, e dedicando ad ogni azienda una pagina, per illustrarne storia, modo di lavorare, vini prodotti, costituisce sicuramente uno splendido risultato e mostra una via, da imitare e seguire, che vuole andare oltre alle attività fatte sul campo dall'Associazione mediante i corsi, le serate, le visite alle realtà produttive per svolgere sempre più puntualmente un'opera di comunicazione, formazione, educazione, realizzata anche tramite strumenti editoriali come un libro.
Tornando a VinidAmare e all'edizione 2009 che si è svolta lunedì 18 maggio a Camogli, con i riconoscimenti ai viticoltori e l'attribuzione del Premio "per l'efficace contributo fornito alla diffusione della cultura dell'enogastronomia con dedizione ed alta professionalità" ad un giornalista il cui nome, per motivi d'opportunità, è bene non ricordare, essendo l'autore di questa nota, assegnati nella cornice del Castello Dragone, e con la sfilata dei gazebo dei produttori provenienti un po' da tutte le aree regionali sistemate in maniera suggestiva lungo la passeggiata a mare, come visitatore, per la prima volta, della manifestazione, mi sento, da amico quale mi considero dell'A.I.S. Liguria, di dare qualche consiglio agli organizzatori.
Bellissima, da mantenere, la formula attuale, che vede i produttori presentare i loro Vermentino, Pigato, Schiacchetrà, Ormeasco, Rossese nella cornice, simpaticamente allegra, mondana il giusto, marinara, del lungomare, ma visto che ci si trova di fronte ad un numero sempre crescente di vini che sono degli autentici gioielli, con aziende che arrivano addirittura a presentarti, in una nuova logica di bianchi "da evoluzione nel tempo" se non da invecchiamento, quattro cinque annate dei loro vini, occorre fare in modo di valorizzare ancora meglio di quel che consenta la formula attuale le loro produzioni.
E di offrire, soprattutto a chi viene da lontano, visto che VinidAmare costituisce un'occasione preziosa e pressoché unica di gustare vini che date le loro piccole produzioni non si trovano fuori regione e che vanno colti e apprezzati in loco, il modo di coglierne appieno il ricco corredo aromatico, le sottili sfumature del gusto, il nerbo sapido-acido, la matrice petrosa e marina. Degustare ai gazebo è simpatico, e scambiare quattro parole con i produttori e guardarli de visu è indubbiamente utile, ma non solo per la stampa, ma anche per gli operatori, sarebbe di grande aiuto poter degustare in condizioni migliori, ovviamente dopo preventiva iscrizione ed il pagamento di una quota di partecipazione, seduti, in un ambiente fresco dove i vini siano serviti alle corrette temperature, e dove chi per ipotesi fosse interessato a degustare in maniera comparativa le diverse tipologie di vino lo possa fare in maniera meditata.
So bene che allestire un VinidAmare diviso in due parti o distribuito su due livelli, una relativa ai semplici appassionati e una relativa a stampa specializzata, operatori e appassionati curiosi, presupporrebbe uno sforzo organizzativo notevole da parte dello staff dell'A.I.S. Liguria.
Ma preparati e attenti come sono, agli amici sommelier liguri per primi non sfugge affatto come questa evoluzione farebbe fare un salto di qualità alla manifestazione e ne costituirebbe, anche nell'interesse stesso delle aziende, la naturale evoluzione, il giusto sviluppo, pensato ovviamente per piccoli numeri, non coinvolgendo tantissime persone, ma sì quelle più interessate e curiose ad approfondire il discorso sulla vitivinicoltura, che è innegabilmente di qualità crescente, della Liguria.
Spazi, in alcuni ristoranti o in un albergo, magari il poco distante Cenobio dei Dogi dove nella giornata che ha preceduto VinidAmare si sono svolte alcune degustazione guidate dall'A.I.S., non mancano, si tratta ora, visto che c'è tutto il tempo, di pensare come corroborare e completare l'offerta della manifestazione con spazi di degustazione professionali, piccoli seminari, degustazioni guidate, piccole verticali, che rendano l'evento VinidAmare ancora più imperdibile di quanto sia già.

Franco Ziliani



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