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Apprendiamo oggi da articoli pubblicati nelle edizioni on line del Corriere della Sera, della Repubblica e della Stampa, che per tentare di porre un freno alla lunga e sembra inarrestabile sequenza di incidenti stradali causati in molti casi da persone che guidano dopo aver bevuto alcolici (e soprattutto super alcolici), che il Governo Italiano sta per inviare all'esame della Camera, per vararla entro la fine di gennaio, una proposta di legge che inasprisce la normativa attuale che già stabilisce come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro e che guidare un veicolo oltre questo limite costituisce un reato. Secondo il presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, si sta lavorando su una proposta di legge "che si aggancia a un lavoro già svolto. È una proposta assolutamente bipartisan che introduce il principio della tolleranza zero nei confronti dell'uso di alcol. Chi guida non beve e chi beve non guida: si tratta di un ulteriore giro di vite anche rispetto agli attuali limiti consentiti. Si valuterà se applicare o meno queste nuove norme alla fascia più giovane d'età o se invece estendere un divieto generalizzato". Pertanto in futuro potranno esserci "sanzioni molto pesanti per chi viene trovato anche con 0,2 milligrammi, quindi tolleranza zero che porterà a un inasprimento delle pene". Secondo Valducci occorre ora valutare se inserire queste norme solo per una fascia di età o solo per i giovani, anche se lui si è dichiarato favorevole ad "estenderle a tutti", mentre per quanto riguarda le pene "per chi verrà fermato la prima volta ci sarà la sospensione di 6 mesi della patente, con un inasprimento progressivo fino ad arrivare al ritiro". Tutto giusto, tutto benissimo, e questo provvedimento, come scrive il sito Internet di Repubblica, sarebbe "tutt'altro che rivoluzionario perchè in Germania è già in vigore da un anno: lì ormai c'è il divieto assoluto di bere (ossia non viene tollerato nessun tasso alcolemico, neanche inferiore a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue) prima di mettersi al volante", ma in Germania "la norma vale per tutti i giovani al di sotto dei 21 anni e tutti coloro che abbiano conseguito il titolo alla guida da meno di 24 mesi. Un divieto analogo, è già in vigore da tempo per i conducenti professionali (trasportatori, tassisti, sanitari ed autisti di veicoli a noleggio), con l'aggravante del raddoppio della sanzione oltre la soglia degli 0,11% g/l". E' sicuramente doveroso e sacrosanto, quando si tratta di salvare delle vite e porre fine a quelle assurde stragi che purtroppo non sono più confinate al sabato e alla domenica ma insanguinano le strade italiane in ogni giorno della settimana, studiare misure, severe, che mirino a tutelare i cittadini, ma est modus in rebus come dicevano i latini e occorre fare attenzione, con simili procedimenti draconiani, a non gettare via il bambino con l'acqua sporca. Intendiamoci, dicendo questo non voglio fare una difesa corporativa delle categorie, giornalisti degustatori e collaboratori di guide, sommelier, enologi, gente che assaggia per lavoro, che gira per cantine e degustazioni, e non può certo permettersi di dotarsi di un'autista, ovviamente astemio o non bevitore, che sono quelle più colpite da questo inasprimento. E che rischiano davvero di vedersi multare, ritirare la patente, o arrestare, anche se non avessero causato incidenti e guidando con prudenza, rispettando i limiti, si vedessero fermati per un controllo da un normale blocco stradale, diventando, oggettivamente, dei criminali, anche se, alla luce delle nuove misure, avessero bevuto un solo bicchiere di vino. So benissimo che gli interessi generali devono prevalere sugli interessi particolari e in passato, suscitando qualche protesta, per puri interessi di bottega, avevo ad esempio preso pubblicamente posizione affinché venisse vietata la vendita di vino e di alcolici negli autogrill (leggete qui). Sono però consapevole che un provvedimento drastico e indiscriminato (perché mette sullo stesso piano modalità diverse di consumo innanzitutto quelle di vino e di super-alcolici, antica questione, e chi beve uno o due bicchieri di vino durante un pasto e chi invece trinca superalcolici, magari mischiandoli ad altro, per stordirsi) come quello annunciato all'insegna del motto "Chi guida non beve e chi beve non guida" finirà con il ripercuotersi molto negativamente anche su altre categorie, già pesantemente colpite dall'attuale crisi economica. Parlo della categoria dei produttori di vino, che se non esistesse la voce esportazioni avrebbero già cessato l'attività visto la progressiva e continua contrazione dei consumi in patria e di quella dei ristoratori, già pesantemente messi in ginocchio proprio dall'attuale normativa, secondo la quale sono già sufficienti due bicchieri di vino, anche assunti nel corso di un pranzo, e non certo a stomaco vuoto, a rendere un consumatore, un cliente, passibile di pesanti multe e ritiro della patente. Se dovesse entrare in vigore questa "proposta assolutamente bipartisan che introduce il principio della tolleranza zero nei confronti dell'uso di alcol" e che colpirebbe anche chi avesse un tasso alcolico dello 0,2% espresso in grammi di alcol ogni 100 ml di sangue, le conseguenze sarebbero pesantissime in termini economici, di occupazione, di sviluppo. Sono moltissimi gli italiani (ed i turisti) che girano per lavoro e sono soliti fermarsi a pranzo o a cena al ristorante e consumare i loro pasti prevedendo una modica quantità (guarda te a che linguaggio mi tocca ricorrere...) di vino in accompagnamento, com'è tradizione radicata di una cultura dell'alimentazione italiana ed europea, senza essere per questo degli "avvinazzati". E tanti di questi italiani, di questi turisti, per lavoro, per piacere, per diletto girano da soli e non possono di certo contare (a differenza magari dai nostri politici...) sull'autista o sull'amico accompagnatore che non beve e sarà incaricato di guidare al ritorno. Bene, criminalizzare di fatto in toto anche un minimo consumo di vino e dire che "non si potrà (quasi) più bere alcol se si vorrà guidare un'auto" criminalizzando un tasso alcolico bassissimo dello 0,2%, non solo condizionerà la libertà e gli spostamenti di quelle persone e modificherà sostanzialmente le loro abitudini di consumo, ma comporterà una decisa contrazione del numero dei clienti dei ristoranti e dei loro fatturati. In questo regime chi si sognerà, difatti, di andare al ristorante essendo consapevole che non solo non potrà accompagnare i cibi ai vini e dovrà gustare ottimi piatti bevendoci sopra acqua, ma che se dovesse azzardarsi a bere anche solo un bicchiere di vino con la spada di Damocle del tasso alcolico dello 0,2% pendente sulla testa rischia di vedersi ritirare la patente? Va benissimo e sicuramente il mondo della produzione di vino, della ristorazione, della sommellerie, sono concordi nel sostenere questa battaglia e fare la loro parte di sacrifici per fare sì che sia vincente, studiare in tutti i modi possibili di rendere le strade italiane più sicure e limitare al massimo gli incidenti mortali (che solo in minima parte sono causati da persone che hanno esagerato con il consumo di vino, mentre tutti sanno che sono i super alcolici i veri colpevoli), ma attenzione a non colpire a morte con provvedimenti esagerati una parte importante dell'economia e degli operatori economici italiani e a non creare una situazione che, oggettivamente, è al limite da quel Proibizionismo di cui si festeggia proprio nel 2008 il 75 anniversario della fine, grazie al XXI emendamento della Costituzione Americana approvato nel 1933. Di un neo-proibizionismo, anche se proclamato per motivi di ordine pubblico, l'Italia non ha assolutamente bisogno... Franco Ziliani |