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2 Giugno 2008
Verticale Barbaresco riserva Bricco di Neive Dante Rivetti

Diventa sempre più interessante e animato l’universo del Barbaresco che accanto ai nomi più noti, quelli che tutti conoscono e che è inutile ricordare, sciorina tutta una serie di protagonisti, piccole realtà produttive, vignerons sinceri, che vale la pena conoscere. E della cui esistenza talvolta inspiegabilmente le varie guide, forse troppo impegnate a celebrare i soliti nomi, si dimenticano…
Tra queste realtà, anche se definirla piccola è piuttosto difficile, visto che può contare su qualcosa come 42 ettari vitati, dislocati in larga parte nel territorio di Neive, figura anche l’azienda Dante Rivetti (sito Internet), che da quattro generazioni opera in quella bellissima area che è la zona collinare che dalla elevata e isolata frazione Bricco si affaccia verso Neive.
Hanno molto da dire in materia di Barbaresco i Rivetti, grazie alla ventina di ettari dello splendido vigneto Bricco di Neive, esposizione est – sud ovest, terreno argilloso calcareo, dove oltre al Nebbiolo, 12 ettari, sono presenti anche Barbera, Dolcetto e Moscato, e ai circa sei del vigneto Bric Micca, terreno calcareo sabbioso, esposizione sud ovest, pressoché interamente coltivato a Nebbiolo.
Dal 2000 ha avuto inizio la produzione del Bric Micca, ma è su al Bricco di Neive che gli storici vigneti della famiglia che circondano le cantine e si estendono sulla collina soprannominata "Boschi" dove il Nebbiolo e la Barbera sono i vitigni principe sin dal 1950, danno il senso e la particolarità di un lavoro. Barbaresco impegnativi i loro, nati da un totale di 18 ettari a Nebbiolo, vini che hanno bisogno di tempo per emergere e risplendere e come grandi passisti vengono fuori alla distanza, come ha dimostrato una splendida, sorprendente degustazione verticale di più annate del Barbaresco Bricco, che dal lontano 1988 è stato prodotto e pensato come riserva, e di cui un cospicuo numero di bottiglie è ancora presente in cantina e, cosa importante, è ancora inserito nel listino dell’azienda a prezzi molto interessanti.
Parlo di prezzi dai 21 ai 24 euro per le annate dal 1988 al 1990, di 16,50-18.50 euro per le annate dal 1995 al 1999 e di prezzi varianti dai 14,50 ai 16 euro per le annate più recenti. 15-16 euro invece, per 2000, 2001, 2003 del Barbaresco riserva Micca.
Alcune note tecniche: la resa per ettaro è contenuta in 50 ettolitri, la vinificazione prevede fermentazione e macerazione a 28/30 gradi, in vasche di acciaio inox, per un periodo di 12/15 giorni e l’affinamento avviene per un periodo variante da 20 a 24 mesi per il 60% in botte di rovere e per il 40% in barrique non nuove, seguito da una permanenza di 12 mesi in bottiglia. La produzione è mediamente sulle trentamila bottiglie per annata. Dal 1988 al 1997 l’etichetta portava la dizione Bricco de Neueis, diventata semplicemente Bricco dal 1998.
Ecco il racconto della degustazione verticale del Barbaresco riserva Bricco, che ho potuto fare ad inizio maggio, nel corso di Alba Wines Exhibition, grazie alla cortesia di Katia Rivetti, in compagnia dell’amico Roberto Giuliani del sito LaVINIum.
1988, prima annata di produzione per questo Bricco riserva ed un vino che colpisce, dopo 21 anni, per la sua splendida forma, colore rubino intenso integro senza segni di decadimento né unghie aranciate, il naso è fitto, dolce, succoso, con note di lampone e ribes, cacao, miele di castagno, melograno, funghi secchi, sfumature di cipria e amaretto ad inseguirsi, impreziosite da una nota minerale incisiva e fresca. La bocca conferma questa splendida vitalità del vino, che si propone fresco, vivo, ben strutturato, ampio e carnoso, consistente, con una nota terrosa nitida e vibrante, una salda struttura tannica e una lunga persistenza.
1989 annata più importante e celebrata della precedente ed il colore è ancora più vivido e splendente e integra la nitidezza dei profumi, più terziari come stile, che variano dalla prugna sotto spirito alla rosa passita, alle spezie, con una mineralità molto evidente (nitida la grafite) e una ancora maggiore presenza e vivacità che nel 1988. La bocca regala una presenza tannica energica ed incisiva, ancora nervosa, una costruzione salda, un tannino che morde ancora e regge una materia viva, succosa, molto fresca e dalla lunga persistenza. Un vino che mostra di avere ancora margini di evoluzione importanti. 1990, sorprendente l’intensità e la vivacità del colore, rubino squillante, e la nitidezza dei profumi, freschi e vivaci che richiamano la menta, il lampone, il sottobosco e ancora la grafite. La bocca è larga piena, di grande sostanza e soddisfazione, con una materia ricca e terrosa, un tannino ben sottolineato e una dolcezza d’assieme, un perfetto equilibrio, una morbidezza calda e vellutata, davvero di estrema piacevolezza e godibilità.
1995 (la bottiglia degustata non era la versione riserva ma la semplice “annata”). Il colore è meno brillante delle annate precedenti ed il naso, anche se mostra una certa dolcezza, è meno ricco di sfumature e complesso, anche se in una chiave di notevole freschezza. La bocca è essenziale, petrosa, incisiva, di bell’equilibrio e piacevolezza, ma un po’ carente di polpa e lineare.
1996 vino stupefacente sin dal colore, rubino splendente multiriflesso vivido, che esplode in un naso super intrigante per complessità, ricchezza e definizione, denso, caldo, profondo, avvolgente, di grande presa, con note suadenti di lampone e prugna, fiori secchi, viola, sottobosco, liquirizia, spezie, accenni minerali, di cuoio e selvatici a rincorrersi.
Ancora meglio al gusto, con grande densità e fittezza, un frutto consistente e succoso, un tannino ben presente ma non aggressivo, una terrosità spiccata, grande spinta, articolazione, dinamismo un finale vibrante con acidità calibrata e una nota terrosa di terra e cacao.
1997, colore molto intenso, il vino mostra un naso caldo ed espansivo, molto succoso, con accenni di cuoio e spezie. In bocca domina una grande succosità, con frutta ben matura e polputa che si dispone ampia sul palato, con stoffa e calore, ma vivacizzata da una nota sapida e minerale, che dà dinamismo, nerbo e forza al vino.
1998 rubino intenso il colore e un bouquet affascinante e “autunnale”, con accenni di tabacco, rabarbaro, spezie, ribes, rosa passato e lampone, sfumature di cacao e terra a rincorrersi in una cornice di grande eleganza ed equilibrio. L’attacco in bocca è di grande dolcezza, con un tannino ben sostenuto e terroso, una materia soffice, ancora ricca di polpa e croccante e grande equilibrio e piacevolezza. Ottimo da bere ora, ma ancora molto giovane.
1999, l’ennesima conferma della grandezza di questa annata e della sua possibilità di evolvere splendidamente nel tempo. Colore rubino splendente vivacissimo, mostra un naso “misterioso”, compatto, ancora molto in sé, giocato su sfumature selvatiche, di sottobosco, grafite, con accenni di prugna, chiodi di garofano, menta e spezie a rincorrersi ed impreziosire il bouquet.
La bocca è sorprendente, per forza, integrità, ricchezza della materia, fittissima, di grande ampiezza e volume, con tannini nervosi e ben sostenuti, scatto, dinamismo, grande articolazione ed una straripante energia che deve ancora essere domata e che darà lunghissima vita al vino.
2000 ancora una volta questa annata calda mostra, salvo rare eccezioni, i suoi limiti ed il suo carattere minore rispetto al 1999 e al 2001. Colore rubino fittissimo splendente pieno di luce, naso intenso, caldo, compatto, con espressione di frutta succosa e piena, ma con qualche carenza quanto a sfumature. In bocca il frutto è succoso, ampio, godibile, abbinato ad una struttura tannica importante, ma anche se il nerbo, la sapidità, l’intensità sono quelle delle annate migliori, ed il vino pieno di sapore, lungo e persistente, manca un po’ di quella “magia” che rende uniche e dinamizza le grandi annate.
2001 vino giovanissimo, da comprare e lasciare in cantina per molto tempo. Colore rubino splendente rilucente pieno di riflessi, naso ancora poco espressivo, compatto, con una petrosa mineralità a dominare, che dà l’impressione di una materia importante e fitta. La conferma di questa impronta è anche al gusto, dove il vino mostra una struttura imponente, per materia e saldezza tannica, un carattere scalpitante, pieno di energia, con un’acidità ben calibrata ed un’incisività e freschezza davvero notevoli. Come direbbero gli inglesi “buy and lay down in your cellar”…
Franco Ziliani



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