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8 Luglio 2009
2006: annata da produrre o da saltare? Il punto di vista dei produttori di Barbaresco

Sta facendo clamorosamente discutere la decisione di un notissimo e universalmente stimato produttore come Bruno Giacosa (vedi articolo qui) di non imbottigliare i suoi Barolo e Barbaresco dell'annata 2006 perché, come mi ha detto lo scorso maggio (vedi articolo) ""il 2006 non è un'annata speciale: gli manca tutto, profumo, tipicità, struttura. E' stata un'annata nata storta e difficile da raddrizzare" e soprattutto come ha dichiarato alla stampa internazionale, che da Wine Spectator al sito Internet di Jancis Robinson ha prontamente ripreso e commentato la notizia.
Questa uscita rischia oggettivamente di veicolare, tra i consumatori italiani ed esteri e tra la stessa stampa specializzata, un'idea sbagliata dell'effettivo valore dell'annata 2006. Se Giacosa la salta per i suoi vini top, liquidandola come infelice, gli appassionati possono essere indotti a pensare che si tratti di un millesimo, sia per il Barbaresco che è già in commercio, sia per il Barolo che ci andrà il prossimo anno, di scarso significato e dalla qualità discutibile.
Sta facendo così discutere, questa liquidazione del 2006 in Langa da parte di Giacosa, che il Consorzio del Barolo e del Barbaresco e le Enoteche regionali dei due vini, quella di Barolo e quella di Barbaresco, hanno ritenuto opportuno farsi sentire con un comunicato congiunto, che potete leggere, nella sua interezza, qui.
E persino un decano dell'enologia albese, quel garbatissimo signore, coetaneo di Bruno Giacosa, che corrisponde al nome di Armando Cordero, ha ritenuto fosse opportuno -
leggete qui - dire la sua, difendendo il valore di questo, non facile, millesimo in terra di Nebbiolo.
Poiché credo, con tutto il massimo rispetto possibile per le scelte di Bruno Giacosa, che il 2006 in Langa non sia da archiviare o da saltare a pié pari manco fosse un 1991, e a questa convinzione sono arrivato sia dalla serie di Barbaresco 2006 che ho degustato nel corso di Alba Wines Exhibition, sia di una serie di assaggi di Barolo 2006 degustati durante visite a singole aziende, ho pensato fosse opportuno, nell'interesse di una corretta informazione sull'annata 2006, interpellare i diretti protagonisti, i produttori di Langa, per chiedere loro alcune semplici cose:
avete imbottigliato i vostri Barbaresco dell'annata 2006? (e ai produttori di Barolo: imbottiglierete regolarmente o no i vostri Barolo dell'annata 2006?)
quale giudizio spassionato e oggettivo vi sentite di dare sull'annata 2006 (andamento stagionale, andamento della vendemmia, operazioni di vinificazione e successiva evoluzione dei vini)?
come giudicate il vostro vino e come lo valutate in rapporto ai vini di annate come il 2004 e 2005 e come le successive 2007 e 2008 di cui si sono dati generalmente giudizi molto positivi?
A dispetto di qualche silenzio, un po' misterioso, ho ricevuto numerose ed interessanti risposte, di assoluto interesse.
Alcune diplomatiche, tese a giudicare unicamente la situazione nel proprio vigneto e nella propria cantina, altre un po' polemiche rispetto alla decisione del grandissimo produttore di Neive di rinunciare, traumaticamente, perché il "salto" di un'annata è sempre una decisione molto difficile e non priva di contraccolpi, ad imbottigliare e commercializzare i suoi pregiatissimi Barolo e Barbaresco.
Ho deciso di dividere l'inchiesta in due parti, in questa prima il parere di una serie di produttori di Barbaresco e di un paio di produttori che producono sia Barbaresco che Barolo. Nella prossima puntata un articolato panorama di punti di vista di produttori di Barolo. Buona lettura!
Cesare Barbero Cantina Vignaioli Elvio Pertinace, Treiso
"Una premessa: Bruno Giacosa è un grandissimo produttore e noi al confronto non siamo nessuno. La nostra cantina non ha praticamente prodotto, negli ultimi 15 anni, solo due annate di Barbaresco: 1994 e 2002. Nel 2002 una parte del vino è stata venduta sfusa come vino da tavola, perché nessuno avesse la possibilità nel tempo di richiederne la certificazione.
Io credo che se il signor Giacosa ritiene che il 2006 non abbia le caratteristiche per essere un buon Barbaresco lo debba vendere sfuso come vino da tavola a 80 centesimi o 1 euro al litro, i prezzi di mercato del momento per quelle tipologie di vini. Altrimenti dovrebbe limitarsi ad affermare che il suo Barbaresco per l'annata 2006 non ha raggiunto le caratteristiche che si aspettava ed auspicava, senza andare a generalizzare un giudizio su una annata che, ad esempio, noi riteniamo migliore del 2005.
Quando si parla in generale di una vendemmia, bisogna ricordarsi che si parla di una proprietà collettiva, non della proprietà di un singolo. Quando era il momento di imbottigliare il Barbaresco 2002 noi decidemmo che non aveva la qualità necessaria per i nostri standard e quindi optammo per saltare l'annata.
A chi ci chiedeva il perché di una scelta del genere (pochi in realtà, noi non siamo soggetti ad interviste) dicevamo che era stata una vendemmia difficile ma soprattutto dicevamo che NOI non eravamo riusciti ad ottenere un vino che a nostro giudizio fosse di qualità sufficiente. Altre cantine, nello stesso anno, hanno prodotto vini indubbiamente migliori dei nostri.
Non è sicuramente questo il caso, perché l'integrità e le virtù del personaggio sono al di sopra di ogni discussione, ma il nostro mondo troppo spesso prevede che se uno vuole vendere il proprio vino debba parlare male del vino del vicino, ed impedirgli di andare a cercare altrove altri prodotti.
Come Lei probabilmente saprà, noi siamo una cooperativa molto piccola, di soli 15 conferenti. Abbiamo sempre cercato di produrre vini, forse non di valore assoluto ma che di assoluto avessero il loro rapporto qualità prezzo. Riteniamo che il nostro Barbaresco 2006, che lei ha avuto modo di apprezzare all'Alba wines exhibition, ricada proprio in questa categoria. Non condividiamo quindi assolutamente le affermazioni di Bruno Giacosa e ci domandiamo anche il perché siano state fatte. Venisse anche solo un cliente a chiederci i motivi della messa in commercio di una annata che altri hanno definito sfortunata, cosa dovremmo rispondere allora? Che noi siamo più bravi? Che gli altri dicono cose non vere? Che siamo stati fortunati? Che stiamo cercando di bidonarlo vendendogli un vino non buono?".
Aldo Vacca Cantina Produttori del Barbaresco
"Credo che il giudizio dato da Bruno Giacosa sull'annata 2006 sia decisamente esagerato. Da buon vecchio piemontese mi pare pecchi di eccessivo pessimismo.... noi siamo famosi per vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto!
Mi pare di poter dire che a Barbaresco il 2006 è un'annata più che buona. Certo non è l'annata perfetta come il 2007, e forse ha meno eleganza del 2004 e del 2005... diciamo 4 stelle invece che 5...? Le piogge di Settembre sono state in realtà irrilevanti, alla raccolta l'uva era matura e in ottimo stato di sanità, almeno dove si è lavorato bene in vigna. 
E' stata un'annata piuttosto calda che ha prodotto vini corposi, che magari mancano un po' di complessità, forse non adatti a lunghissimo invecchiamento come le annate vicine, ma insomma... ce ne fossero ! Siamo sicuramente a livelli molto, molto superiori del 2003!". 
Pier Carlo Cortese Az. Giuseppe Cortese Barbaresco
"In relazione all'annata 2006  devo dirti la verità,  la preferisco alla 2005 e alla 2007 anche se sono tutte e tre molto interessanti.  Giacosa é uno dei migliori produttori italiani a mio avviso , ma penso  abbia avuto dei problemi interni aziendali (forse in vigna) per avere un giudizio così severo sull'annata. Parlando tra produttori di Barbaresco e Barolo la stragrande maggioranza  preferisce la 2006 a 2005 e 2007 siccome e' molto più classica".
Enrico Dellapiana Cantina Rizzi Treiso
"Ho letto anch'io i tuoi articoli inerenti alla scelta di Giacosa di non imbottigliare l'annata 2006. Benissimo, il mio personale parere è che ogni azienda è libera di operare come meglio crede, sia essa Giacosa, o sia l'ultima delle aziende produttrici di Barolo o Barbaresco! Che la scelta sia stata fatta da una azienda famosa, chiaramente non aiuta certamente il Barolo e il Barbaresco, in un periodo economico non certo felice.
Nello stesso tempo a volte certe scelte così drastiche non sempre portano solo svantaggi, in quanto questa scelta della cantina Giacosa, ha portato una conseguente forte campagna pubblicitaria (gratuita) e magari anche una rivalutazione dei vini di annate precedenti o successive! In ogni caso ritengo che la scelta di Giacosa, sia più che rispettabile, intesa però semplicemente come scelta di una azienda singola, secondo la libertà di ogni azienda di agire secondo la sua logica commerciale e la sua etica.
Dal mio punto di vista, io ho imbottigliato regolarmente i Barbaresco 2006 e mi permetto anche dire: se tutte le annate fossero brutte così.... vorrei averne tante!!! Il 2006 è di nuovo un'altra ottima annata di langa, senza ombra di dubbio! Con il 2006 continua il ciclo iniziato con il 2004 e per ora giunto ininterrottamente al 2008. Sarà in parte per il mutamento del clima, per la maggior attenzione in vigna di noi produttori, ma si stanno inanellando ottime vendemmie.
Mi chiedi, Franco: "come giudicate il vostro vino e come lo valutate in rapporto ai vini di annate come il 2004 e 2005 e come le successive 2007 e 2008 di cui si sono dati generalmente giudizi molto positivi?" Ti ricordi che l'anno scorso questo grande entusiasmo per il 2005 non era così diffuso tra voi opinion leader? ..E ora, frutto di assaggi effettuati nell'anno in corso, anche la 2005 passa per un'ottima annata (come in effetti merita di essere considerata!!). Io darei anche un po' di tempo all'annata 2006.
Infatti se vogliamo parlare di Barbaresco 2006, chiaramente è ancora un po' presto, ( magari dopo l'estate i vini potranno esprimersi meglio e allora potremo valutarne effettivamente il contenuto!) ma le mie impressioni sono più che buone. Ho avuto modo di assaggiare circa una trentina di vini fino ad ora, e a parte notare un elevato e generale buon livello qualitativo medio, mi sono parsi vini di buona struttura, un po' più aperti dell'annata 2005, non si raggiunge l'ampiezza e la grandiosità del 2004, ma quanto a dire che questi 2006 non siano buoni o non all'altezza... davvero di acqua ne passa sotto i ponti!
Chiaramente in fase di assaggio tardo primaverile, ho notato ancora una certa chiusura dei profumi (naturale se si considera che molti produttori hanno imbottigliato nei mesi di marzo /aprile/ maggio, e chi dopo!) Nel mio caso specifico ho imbottigliato i cru di nostra produzione tra metà aprile e metà maggio. Da ultimi assaggi però sto notando come questi vini stiano iniziando poco a poco ad aprirsi e diventare molto intriganti! sarebbe davvero bello poter dare l'opportunità a voi giornalisti di riassaggiarli con più calma dopo l'estate o ancora meglio la prossima primavera! Sono sicuro che avreste delle ottime sorprese così come avete potuto anche notare con il Barbaresco 2005.
Se poi paragoniamo alle annate 2007 e 2008 ...beh queste due annate sono di nuovo ottime, il 2007 più aperto, più facile da capire, con profumi più nitidi e chiaramente apprezzabili, da valutare una sua evoluzione nel tempo, ma senza dubbio grande! Con il 2008 torniamo alle eccellenze del 2004: vini ampi, pieni  e strutturati, classicissimi, che necessiteranno tempo per evolvere e raggiungere i massimi livelli. Un'annata classicheggiante...per me eccezionale! ( può essere che uscirò anche con una Boito riserva speciale!!)".
Cristina Oddero Poderi Oddero, La Morra 
"Abbiamo imbottigliato il Barbaresco Gallina 2006 ed è in commercio, con risultati di cui siamo soddisfatti. Stiamo preparando gli imbottigliamenti dei Barolo 2006. Durante i mesi fondamentali, quali agosto e settembre 2006, si sono verificate piogge di media entità tali da far maturare al meglio la parte polifenolica, senza elevare troppo gli zuccheri per concentrazione.
A noi sembra un'annata molto buona, con un'ottima propensione verso il frutto, una buona freschezza tannica e di acidità, che fa pensare ad una bella evoluzione in futuro. Il 2007 è stata un'annata più calda e precoce, caratterizzata da un inverno mite ed un'estate calda ed asciutta. I Barolo e Barbaresco 2007 sono più concentrati ed un alcol più elevato. Commercialmente saranno vini più facili da apprezzare, perché più morbidi. Il 2008 è stata un'annata tardiva, caratterizzata da una primavera molto fresca e piovosa, dove l'attenzione in vigneto verso le malattie fungine e la gestione del verde è stata determinante per la qualità della vendemmia.
Grazie ad un settembre ed ottobre straordinari, con escursioni termiche elevate ed assenze di piogge, la qualità del Nebbiolo in tutte le sue versioni è stata per noi una piacevole sorpresa. Giudicare oggi il Nebbiolo della vendemmia 2008 è ancora un po' difficile, data l'evoluzione lunga dei vini".
Giovanna Rizzolio Cascina delle Rose, Barbaresco 
"Avete imbottigliato regolarmente i vostri Barbaresco dell'annata 2006?
Assolutamente si!"
Quale giudizio spassionato e oggettivo vi sentite di dare sull'annata 2006 (andamento stagionale, andamento della vendemmia, operazioni di vinificazione e successiva evoluzione dei vini)?
"Non trovo l'agenda del 2006, ma ricordo bene che il Dolcetto era perfetto, poi ci sono stati alcuni giorni di pioggia (tra il 20  e il 24 settembre) e la Barbera aveva avuto qualche problema perché nella vigna nuova le bucce erano stranamente fini ed abbiamo dovuto fare una scelta accurata (non trattando con antimuffa o altre schifezze), ma il Nebbiolo è stato vendemmiato a fine mese per timore che non tenesse in caso di piogge prolungate che in effetti sono poi arrivate in due tempi. In effetti chi ha scelto di aspettare può avere avuto problemi anche grandi. Sono rimaste alcune vigne da raccogliere per settimane e poi hanno dovuto buttare tutto a terra".
Come giudicate il vostro vino e come lo valutate in rapporto ai vini di annate come il 2004 e 2005 e come le successive 2007 e 2008 di cui si sono dati generalmente giudizi molto positivi?
"Oso dire che potrebbe essere un fratellino del 2004, ma più elegante, più aperto del 2005 (più scontroso e classico, di lunga durata), il 2007 ha un'espressione di perfetto equilibrio, ricchissimo al naso e molto fine (il Langhe nebbiolo ci ha dato un'anteprima , annata da manuale con giornate calde e secche, notti fredde) e il 2008... sembra ancora positivo, ma ne parleremo con il bicchiere in mano".
Maurizio Giacosa Fratelli Giacosa, Neive
"Caro Franco, siamo rimasti tutti sconcertati dalla decisione di Bruno Giacosa di non imbottigliare i 2006. A casa mia sono tutti ottimi vini. Noi abbiamo imbottigliato tutti i Barbaresco 2006 e ci apprestiamo in questi giorni ad imbottigliare i Barolo 2006. I vini del 2006 sono a mio parere ottimi vini da invecchiamento non inferiori alle annate 2005 e 2004.L' uva è il frutto dell'interazione tra vitigno, clima (annata), terreno e agricoltore. Il punto debole della biocenosi non è necessariamente il clima..".
Marisa Fogliati Enoteca del Barbaresco, Barbaresco 
"Ho letto le dichiarazioni di Bruno Giacosa riguardo al Barbaresco 2006. Non voglio esprimere un giudizio tecnico,  visto che lei sta raccogliendo le opinioni dei diversi produttori, le daranno loro tutte le informazioni possibili, ma dopo le serate del Barbaresco a tavola (vi hanno partecipato circa 1700 persone), io le posso dare il grado  di soddisfazione del consumatore finale.
Il Barbaresco 2006 è piaciuto moltissimo: è elegante, strutturato, ma non aggressivo, rotondo e si è riscontrata un'elevata qualità fra tutti produttori. Quelli che hanno degustato il Barbaresco non possono che essere concordi con il giudizio che l'Enoteca ha dato per l'annata 2006 : 5 stelle. Scusi se mi sono permessa di inviarle questa e-mail, ma ho ritenuto opportuno riportarle i giudizi dei degustatori - appassionati che ho raccolto e che ritengo tutt'altro che sprovveduti".
Marina Marcarino Il Punset, Neive
"Avete imbottigliato regolarmente i vostri Barbaresco dell'annata 2006?
Sì, devo dire che l'imbottigliamento è avvenuto un po' in ritardo rispetto ai nostri normali tempi perché a mio parere il vino necessitava di una permanenza in legno un po' più lunga.
Quale giudizio spassionato e oggettivo vi sentite di dare sull'annata 2006 (andamento stagionale, andamento della vendemmia, operazioni di vinificazione e successiva evoluzione dei vini)?
Nella mia azienda la vendemmia 2006 è stata di buon livello, per tutte le varietà abbiamo avuto risultati interessanti. E' vero che la stagione ha avuto picchi più freddi del solito nella tarda primavera ma l'estate ha ricompensato con generosità. Credo che il lavoro di vigna sia stato fondamentale. Per la vinificazione come sai non abbiamo una ricetta fissa, quell'anno abbiamo tenuto temperature di fermentazione un po' più basse per favorire il patrimonio aromatico. Da subito i tannini si mostravano un po' difficili, per questo abbiamo sfruttato maggiormente l'affinamento in legno.
Come giudicate il vostro vino e come lo valutate in rapporto ai vini di annate come il 2004 e 2005 e come le successive 2007 e 2008 di cui si sono dati generalmente giudizi molto positivi?
Secondo me la vendemmia 2004 è la migliore, molto vicina a 1989 e 1999, con vini importanti e longevi. Il 2006 lo preferisco al 2005 mentre il 2008 si presenta nuovamente molto interessante. Il 2007 e il 2006, nella mia cantina, non hanno un gap così grande, sono due buone annate. Il 2007 forse è un po' più complesso, i tannini più morbidi ma non vedo differenze abissali. Tieni presente che io non amo fare pronostici, la fase di affinamento è determinante sull'evoluzione di un vino e credo sia veramente prematuro parlare del 2008. Fosse per me, saremmo fermi al 2004...".
Tino Colla Poderi Colla, Alba 
"Lungi dal voler innescare polemiche assolutamente inopportune e fuori luogo e parlando esclusivamente di quello che conosciamo bene e cioè  la nostra realtà aziendale, possiamo affermare con sicurezza che l'annata 2006 dei nebbioli delle nostre vigne è stata molto buona e ne siamo soddisfatti.
Il Barbaresco Roncaglie 2006 che è in vendita, è stato presentato all' Alba Wine Exhibition, come Lei ben sa, e quindi è già stato ed è tutt'ora sottoposto al giudizio della stampa e dei clienti finali. Il Barolo Bussia 2006 sarà imbottigliato questa estate ed a nostro giudizio è in linea con lo stile del Barbaresco Roncaglie 2006, ovviamente con le peculiarità del Barolo di quella zona.
In conclusione il giudizio sui nostri vini dell'annata 2006, in particolar modo dei vini a base Nebbiolo, è positivo ed in linea con le due annate che lo precedono e le due che lo seguono anche se con caratteri leggermente diversi come sempre capita producendo in purezza le singole annate".
Sergio Barale Az. Agricola Barale, Barolo
"Quando si parla di annate in generale si corre sempre il rischio di essere superficiali. Questa cattiva abitudine della stampa internazionale disinforma coloro che il vino lo consumano veramente mentre fa tendenza fra quanti ne parlano soltanto. La qualità di un'annata dipende anche da diversi fattori che non sono solo climatici; l'esposizione, la composizione e la tessitura del terreno che può essere più o meno drenante, il tipo di coltivazione adottato dall'azienda, io preferisco sesti di impianto più bassi con maggiore vegetazione per pianta, il vecchio sistema; l'età del vigneto e l'epoca di raccolta sono basilari. Anche il metodo di fermentazione e il tempo di macerazione possono variare il risultato.
Nel 2006 il raccolto è stato un po' abbondante, ma la maturazione fisiologica verso la metà di ottobre era ottimale, meglio che nel 2004 e 2005, anni in cui il quadro acido in vendemmia non era equilibrato; i Barolo di queste due annate infatti hanno stentato a terminare la malolattica, mentre per il 2006 questa fermentazione si è svolta regolarmente senza bisogno di alcun intervento correttivo sul vino. Per me il naturale svolgimento della fermentazione malolattica è un parametro molto significativo della qualità dell'annata.
Nella mia cantina assaggio dei 2006 morbidi, discretamente profondi, ben strutturati e con un bel colore. Ho imbottigliato il Barbaresco e nella luna di agosto farò il primo imbottigliamento del Barolo".
Alberto di Gresy Tenuta Cisa Asinari Marchesi di Gresy
Il 2006 è stata un'annata da considerare nel complesso siccitosa con una piovosità concentrata particolarmente nei mesi di luglio e settembre in quest'ultimo mese poi le piogge sono state abbondanti e concentrate in pochi giorni (4 - 5). Quest'ultimo aspetto ha permesso all'uva di maturare bene senza subire particolari attacchi fungini, in quanto, per gli attacchi micotici, sono molto più favorevoli piogge continue anche se non abbondanti che viceversa. A parte punte di temperatura elevate toccate in sporadici giorni, la temperatura media dell'estate non è stata particolarmente alta e questo ha favorito moltissimo la vite che ha potuto lavorare a pieno ritmo per tutto il ciclo vegetativo.
Noi siamo molto soddisfatti del nostro barbaresco che presenta un colore vivo e brillante , profumi freschi e complessi con in bocca un equilibrio ed una sapidità che lo rendono piacevolissimo alla beva : pensiamo inoltre che sarà un'annata particolarmente longeva. I nostri Cru,Camp Gros e Gaiun, si caratterizzano per una maggiore robustezza. Usciranno come da tradizione il prossimo anno.
Mario Andrion, Castello di Verduno, Verduno
"Carissimo Franco, sinceramente non sprecherò molte parole su questa vicenda che mi appare veramente paradossale: mettere in discussione un'annata, un territorio e tanta fatica a causa di "lotte intestine" di una singola azienda, seppur rinomata. Noi, come Castello di Verduno, abbiamo imbottigliato tutti i nostri Barbaresco (imbottiglierò a breve anche la riserva di Rabajà) ed andrò ad imbottigliare anche i Barolo (il Monvigliero uscirà come riserva). Riserva: questa parola dice tutto sulla nostra valutazione dell'annata 2006!".

Inchiesta a cura di
Franco Ziliani



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