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Dall’Italia
Vitigni internazionali sbaragliano la concorrenza Vigneto mondiale all’insegna dei vitigni internazionali, lo dimostra con chiarezza, con parole e diagrammi, il blog di riferimento di Marco Baccaglio I numeri del vino: stiamo andando verso una produzione dove Chardonnay, Pinot Noir, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Sauvignon fanno la parte del leone, lasciando alle altre varietà locali le briciole. In Nuova Zelanda totalizzano il 79%, il 71% in Australia, rispettivamente il 65 ed il 62% in Cile e California, il 46% in Sud Africa. In Italia la quota è “solo” del 9 per cento, ma a furia di piantare anche qui i soliti vitigni ”migliorativi” resterà spazio per i nostri autoctoni ? leggi Baccaglio ci relaziona anche sull’andamento delle esportazioni di vino italiano ad aprile di quest’anno: nella valutazione a volumi si tratta del primo mese positivo dopo una serie ininterrotta di segni negativi cominciata ad Agosto 2007. Grande exploit del Regno Unito (+90% nel mese e +150% sul computo annuale) che ormai si impone come il principale mercato italiano per le bollicine nel mondo (dopo il mercato domestico, si intende) leggi
Emergenza idrica nel Chianti Classico Manca acqua, come ci informa il blog Esalazioni etiliche di Roberto Giuliani, in provincia di Siena, e sette comuni, che fanno rima con Chianti Classico, verranno sottoposti a razionalizzazione dell'acqua, ovvero Asciano, Casole, Castelnuovo Beradenga, Monticiano, Radda, Castellina in Chianti e Rapolano dovranno rinunciare a usufruirne per due notti a settimana. Non è bastata la pioggia abbondante di maggio e giugno, le sorgenti che servono le province di Siena e Grosseto stanno progressivamente riducendo la portata d'acqua. leggi
Contro il pensiero unico nel mondo del vino Acutissime riflessioni di Luigi Metropoli, animatore insieme a Barbara Brandoli del blog Divino Scrivere, sul “pensiero unico”, ovvero fare in fretta guadagnando il più possibile e proponendo vini da consumare giovani come panini in un fast food, che domina il mondo della produzione, anche italiana. Ad un vino, scrive, “non è sufficiente essere solo buono. Un vino è anche cultura, memoria, territorio, passione. Non è frutto di un processo automatizzato che esclude l’umano. È figlio della terra e tale deve restare. La cantina è uno strumento per elevare tali caratteristiche, non per azzerarle. La tecnica è un supporto, non il fine. Anche il vino ha dunque la sua etica: tradirla significa aver tessuto l’ennesimo inganno all’umanità in nome dell’annullamento del pensiero critico, della diversità, dell’indipendenza, per piegarlo alle logiche ferree di una società che mira all’esclusione e/o all’indifferenziato”. Come non condividere in toto e sottoscrivere questa evidenza? leggi
Avvocati del diavolo, pompieri, giustificazionisti ad oltranza a Montalcino Appassionato intervento di Marco Arturi sul sito Internet di Porthos, l’originale, battagliera rivista creata da Sandro Sangiorgi. Si parla di Montalcino, dell’affaire Brunello, dello “scandalo” dei vini “taroccati” o quantomeno non conformi al disciplinare e Arturi, uno degli autori dell’Appello in difesa dell’identità del vino italiano, fa questo ragionamento: “Il fatto in questione è ancora presunto, ma c’è chi ha già regalato diverse certezze. Il fatto sarebbe quello che ha tenuto banco negli ultimi mesi, vale a dire la vicenda delle – ancora presunte – violazioni del disciplinare di Montalcino; le certezze risiedono invece nelle argomentazioni di coloro che si sentono “pompieri”, “giustificazionisti”, enoliberisti ed “enogarantisti”. Questi sostengono che: I disciplinari andrebbero rivisti. E non in senso restrittivo; Il mercato reclama a gran voce un Brunello (ma per estensione anche un Barolo, un Amarone, un Sagrantino, ecc…) differente, più veloce, più semplice e più colorato; Chi non la pensa così è un fanatico o un fondamentalista. Oppure un conservatore”. Con tutto il rispetto per i pompieri, che fanno un lavoro difficile: ce ne vuole d’impegno per riuscire a spegnere certi incendi! leggi
Franciacorta: tutto va bene, ma attenzione a non strafare! Carlo Macchi, giornalista del vino toscano curatore del sito Internet WineSurf, di ritorno da una full immersion franciacortina che si è tradotta in una maxi degustazione di qualcosa come quasi 240 bottiglie, parla della situazione nella celebre zona spumantistica bresciana, dove “tutto è in aumento: gli ettari vitati ( 211 in più dal 2006 al 2007, portando il totale a 2119), le bottiglie prodotte (siamo a oltre 8.600.000, con un incremento annuo di oltre il 30%)” e lancia un condivisibile grido d’allarme. “Credo che qualche freno bisognerebbe cominciare almeno a pensarlo, se non ad attuarlo: il rischio è quello di trovarsi con tanti ettari e tante bottiglie in mezzo alla solita crisi di mercato. Speriamo che il mio sia il grido del solito Grillo Parlante saccente e pessimista, ma gli ettari che si vedono nascere in terre più adatte al granoturco che alla vite non depongono certo a favore di presenti e future programmazioni”. Riflessioni da rimandare all’attenzione dei produttori franciacortini… leggi
Fusione in vista tra Cantine Riunite e Civ Come riferiscono il sito Internet Vino24.tv ed il portale Emilianet, nasce in Emilia Romagna, dalla collaborazione-fusione-joint venture tra due colossi del mondo cooperativo del vino, le Cantine Riunite di Reggio Emilia ed il modenese Civ, un grande polo vitivinicolo europeo, una “cooperativa a mutualità prevalente di 2.800 soci viticoltori, 749.000 hl di vino imbottigliato, 170 milioni di fatturato e 55,4 milioni di patrimonio netto, di cui 11,8 di capitale sociale”. Leggi e leggi ancora
Arnad, lardo e vino: parla il presidente della Cooperativa “La Kiuva” Grande vivacità e molti progetti operativi nel mondo delle Caves Cooperative della Vallée d’Aoste. Lo documenta il blog di Fabrizio Favre Viaggio fra chi fa impresa in Valle d’Aosta, con una intervista al presidente della Cooperativa La Kiuva di Arnad in bassa Valle, che invita a “fare sinergia con il territorio”, e a pensare comuni strategie nel settore enogastronomico. Così Arnad, che è sinonimo di lardo, il Lardo Dop di Arnad lanciato dall’indimenticabile Rinaldo Bertolin, vedrà questo salume povero della tradizione unire le proprie sorti al vin du pays, l’Arnad-Montjovet DOC, vino rosso ricavato per il 70% da uve nebbiolo, di cui la Kiuva è il produttore simbolo. leggi
Dall’estero
Vini “marginali”, baluardi contro l’omologazione del gusto Recupero, non avendolo colpevolmente segnalato prima, lo splendido post del celebre wine writer newyorkese Eric Asimov, recente Premio Veronelli, pubblicato sul suo celebratissimo blog The Pour che appare sul sito Internet del New York Times. Con il titolo di Finding love in marginal wines, Asimov ci regala un prezioso intervento dove ricorda che “molte più persone oggi hanno accesso più che nel recente passato a differenti tipi di vino” e che “l’incentivo a vendere quantità crescenti di prodotto provoca omogeneizzazione”. Eccolo quindi spezzare una lancia a favore di vini marginali che si collocano al di fuori del mainstream tecnico e commerciale, “vini che richiedono un impegno per essere capiti. Come quando si ascoltano John Coltrane o Gustav Mahler o si leggono Dickens o Dostoevskij capire un vino non è qualcosa di semplice, necessita di un po’ di tempo e uno sforzo di pensiero non richiesto da una semplice spremuta di frutta o da un romanzo popolare”. E questa non facilità, questa necessità di uno sforzo supplementare può ridurre ad uno status di vini “marginali” prodotti come i vini “idiosincratici” di Jerez troppo secchi, diretti e anti-spettacolari per divenire cult wines… leggi
Vino rosso e carni rosse: un virtuoso mix dagli effetti antiossidanti Craig Camp sul suo blog The Wine Camp blog prendendo spunto da un articolo apparso sul settimanale inglese The Economist trova validi pretesti, scientificamente probanti, per giustificare un moderato consumo di vino rosso. Difatti secondo uno studio del professor Joseph Kanner dell’Università di Gerusalemme, gli aromi di frutta, cioccolato e spezie contenuti in vini come Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot nero e Sangiovese esaltano la ricchezza aromatica ed il gusto della carne rossa. Non è solo una questione di gusto o di felici abbinamenti studiati dai sommeliers, ma il mix di carne rossa e vino all’interno dello stomaco, con i vari componenti contenuti in entrambi, facilita la digestione e inibisce l’azione potenzialmente pericolosa della malondialdehyde grazie ai polifenoli contenuti nelle uve rosse che agiscono come antiossidanti. Se lo dicono i medici cosa aspettate a stappare? leggi e leggi ancora
Ma il tappo a vite garantisce la freschezza dei vini? Abbiamo già parlato recentemente della opzione sempre più convinta di un numero crescente di produttori di vino a favore del ricorso a tappi alternativi come gli screwcaps o tappi a vite. Ora il sito Internet britannico Wine Lovers page si chiede, rinviando la discussione anche ad un wine forum o discussion group, se il comodissimo, pratico screwcap garantisca e preservi la freschezza dei vini, soprattutto quando la bottiglia rimane magari in cantina o sullo scaffale di un wine store qualche tempo più del previsto. Le conclusioni del post non sono propriamente incoraggianti… leggi
David Beckham regala una tenuta in Napa Valley alla moglie In vena di gossip, anche se si tratta comunque di un eno-gossip o “pettegolezzo” comunque legato al mondo del vino, l’ottimo blog statunitense Dr. Vino. Si racconta che il campione inglese di calcio David Beckham pagato a peso d’oro per concludere la propria carriera negli States nella squadra del Los Angeles Galaxy sarebbe in procinto di acquistare e regalare alla propria moglie Victoria Adams, già componente del gruppo delle Spice Girls una winery, un’azienda vinicola nella Napa Valley, perché abbia qualcosa di serio di cui occuparsi oltre allo shopping e all’organizzazione di party. Il nome della tenuta potrebbe essere Château Posh, dal nomignolo dato alla cantante. Ma voi ve la immaginate l’elegantissima, supergriffata Victoria a potare vigneti o ad occuparsi di travasi e filtrazioni in cantina? leggi
La vie è sempre più en rose per i vini rosati francesi! La rosé mania, come racconta il blog The Wine Conversation di Robert McIntosh continua a fare proseliti in giro per il mondo. Come documentato da un articolo dell’autorevole (si dice così, vero?) Telegraph (leggi qui) in Francia le vendité di rosé hanno sorpassato in volume le vendite dei vini bianchi. Più di una ogni cinque bottiglie di vino vendute in Francia è di rosato e secondo un recente studio sociologico mentre i vini rossi continuano ad essere appannaggio di consumatori ricchi e di età inoltrata, il rosato è sempre più un vino interclassista, gradito a donne e uomini e a molti giovani. McIntosh conferma che questo trend di crescita dei rosé wines vale anche per il Regno Unito, dove le vendite di rosati hanno raggiunto una considerevole quota del dieci per cento sul totale e dove solo sciocchi e distratti possono ancora ostinarsi a parlare dei rosati come di un “perfetto compromesso tra vini rossi e bianchi”. leggi
Vini cileni: maturano le condizioni per l’affermazione dei marchi! Interessantissima analisi del sito Internet Brand Channel dedicato al crescente successo internazionale dei vini cileni, la cui produzione è raddoppiata negli ultimi dieci anni e ha raggiunto la considerevole quota di 8 milioni di ettolitri nel 2006-2007. Dopo essersi affermati come vini dall’ottimo rapporto prezzo-qualità sui molti mercati esteri sono maturate le condizioni, secondo l’analisi del sito, perché le principali aziende possano consolidare il proprio marchio e diventare protagoniste e nomi di riferimento come tante aziende francesi, spagnole, italiane, californiane e australiane. leggi
Cinque vini da occasioni speciali: ironici consigli di un eno-edonista Spassoso esercizio di stile, apprezzabile soprattutto da chi conosca bene il francese e le sfumature lessicali, ospitato sul blog Chroniques Vineuses del giornalista francese, trapiantato in Belgio, Hervé Lalau. Il bravissimo collaboratore Eric Boschman ci consiglia, alla sua maniera, ironica, divertente e divertita, cinque vini per occasioni particolari, per sedurre una bella ragazza, beffare il suocero, per concludere (e festeggiare) un divorzio, per conquistare una creatura da sogno “dotata di un marito che ama molto e che non ha intenzione di lasciare, ma che è sempre molto occupato” e infine, molto edonista, per fare da accompagnamento al tempo che passa in una dolce serata estiva, quando “où l’on a envie de rien, à part un bout de silence, un moment de paix”, ovvero “non si ha voglia di nulla, un momento di silenzio e qdi pace a parte". leggi arrivederci alla prossima settimana e buona lettura! Franco Ziliani
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