Edizione del 15 maggio 2008
Dall’Italia
Blocco delle importazioni di Brunello? Troveremo un accordo, dice il Consorzio! Di fronte alla minaccia di bloccare le importazioni del Brunello di Montalcino se non si darà vita con urgenza ad un rigoroso sistema di controlli e certificazioni, il Consorzio del Brunello di Montalcino ed il suo presidente Marone Cinzano hanno reagito dichiarando al sito Winenews.it che “si sta lavorando per trovare un’intesa che garantisca informazioni rapide ed eventualmente confidenziali ogniqualvolta sia in corso un’inchiesta giudiziaria a carico di uno o più produttori italiani”. Visto che il 25% del Brunello è esportato negli States speriamo che questa intesa arrivi davvero e presto… Leggi l’articolo
Montalcino, il problema non è solo di uve proibite ma di fondi comunitari disinvoltamente usati Articolo bomba di WineSurf e del suo deus ex machina Carlo Macchi ancora sul tema dello scandalo del Brunello di Montalcino. Secondo Macchi, che dichiara di avere parlato con persone ben informate dei fatti, “molti dei problemi relativi agli ettari di merlot piantati pare siano di pura origine finanziaria. Oggi sembra ci sia molto di più: risulterebbe ai giudici infatti che quegli ettari “non conformi” (ma anche altri impianti) siano stati impiantati utilizzando fondi comunitari. Questi fondi dovevano essere usati per piantare Sangiovese per una precisa DOCG ed invece sono serviti per piantare Merlot, non ammesso dal disciplinare. Se questo fosse vero non si tratterebbe solo di frode in commercio ma anche di “distrazione” di fondi comunitari”. Ma qualcuno non aveva detto che era tutta una bufala? Leggi l’articolo
Vino nella GDO il mercato cresce ancora ma molto più lentamente Puntuale analisi del blog I numeri del vino (vedi qui) sull’andamento delle vendite di vino nella GDO, la Grande Distribuzione Organizzata, in Italia. l mercato è cresciuto del 2,8% a valore e dello 0,7% a volume, ma data la contrazione nei consumi sempre più evidente il rallentamento della crescita rispetto agli anni precedenti. Le linee di tendenza nelle quote di mercato a valore e a volume dei vari formati evidenziano che lo 0,75 sia oramai il formato più importante e quello che ha ancora un tasso di crescita superiore alla media di mercato. Molto importante rilevare come il prezzo medio di vendita sia di soli 2,89 euro, e che circa il 65% delle bottiglie e del mercato a valore sono tra i 2 ed i 5 euro. Leggi l’articolo
Manifestazioni sul vino, poca serietà tanta improvvisazione Istruttive riflessioni di Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, curatori della Guida dell’Espresso, sul loro wine blog Vino sul proliferare, spesso incontrollato e pasticcione di manifestazioni dedicate al vino organizzate in ogni dove. Secondo loro “metà degli italiani produce vino, l’altra metà scrive di vino”: sembra un paradosso, ma non siamo lontani dalla realtà. Leggi l’articolo
Dall’estero
Caso Montalcino: reazioni dagli States – 1 Uno dei più noti wine blogger americani, Craig Camp, sul Wine Camp blog (vedi qui), ironizza sulla decisione delle autorità americane, dell’US Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, di minacciare di bloccare l’importazione del Brunello di Montalcino, a partire dal 9 giugno, se i vini non saranno accompagnato di precise analisi di laboratorio che attestino che si tratti di puro Sangiovese. In alternativa, dovrà essere fornita dal Consorzio del Brunello la “lista completa dei nomi dei produttori, delle aziende e ogni possibile informazioni su qualsiasi altra annata che potrebbe essere coinvolta”. Questo perché si configura un “caso di frode ai danni del consumatore americano”. Camp fa notare che tanta, giusta severità, contrasta con il permissivismo delle stesse autorità Usa che consente di indicare il nome di una varietà in etichetta anche se in quel vino viene usato solo il 75% e non il 100% di uve della varietà indicata. Leggi l’articolo
Caso Montalcino: reazioni dagli States – 2 L’ottimo Eric Asimov, columnist e wine blogger del New York Times con il suo blog The Pour, torna ad occuparsi della vicenda del Brunello “non conforme”, con un articolo, Washington Takes on Brunello, dove tra l’altro annota: “personalmente sarei scioccato se cambiassero il disciplinare di produzione (ammettendo altre uve). Ma non ne sarei sorpreso. Due anni fa quando scrissi un articolo – leggi qui – relativo ai primi sospetti sul Brunello nessuno avrebbe ammesso pubblicamente la possibilità di un simile cambiamento, anche i produttori che sapevo sarebbero stati favorevoli al cambiamento. E sono stupefatto che lo scandalo sia montato al tal punto da costringere il governo americano a minacciare il blocco delle importazioni”. Difficile non concordare con l’ottimo wine writer statunitense – leggi l’articolo
Il Wall Street Journal celebra la grandezza della Barbera Interessante articolo , con breve video degustazione commentata incorportata, dedicato alla Barbera (d’Asti e d’Alba) e alla sua grandezza e duttilità, che la rende uva e vino molto adatto “for a summer fest”, per i picnic estivi, con i suoi profumi floreali – terrosi e la sua grande varietà d’espressione, pubblicato sul Wall Street Journal. Gli autori, Dorothy Gaiter e John Brecher, la definiscono “il vino felice che fa sorridere” e celebrano la sua adattabilità ad una vasta gamma di piatti estivi, compresi gli hamburger e il pollo alla griglia. Provare per credere… - leggi l’articolo
Cina primo produttore mondiale di vino? Per il momento sembra solo una previsione utopica, visto che il vino in quel Paese è una realtà, produttiva e commerciale, ancora agli inizi. Eppure, secondo un articolo dell’edizione on line della rivista britannica Decanter, che riferisce di uno studio, Future of Wine, condotto dal wine merchant londinese Berry Bros & Rudd, la Cina, che, non dimentichiamolo, è già il sesto più importante produttore di vino, nel giro di 50 anni, nel 2058, potrebbe diventare il primo produttore mondiale. Secondo alcuni master of wine, interpellati nel corso dell’inchiesta, a causa dei cambiamenti climatici in atto la Cina potrebbe produrre vini in grado di rivaleggiare con le più classiche zone vinicole mondiali, e diventare un protagonista, insieme a Paesi come Ucraina, Moldavia, Croatia, Slovenia, Polonia e Canada della wine scene mondiale… leggi l’articolo
Prende sempre più quota il riciclo del sughero Mike Carter, attivissimo wine blogger neozelandese molto attento ai temi del marketing, del packaging del vino e dell’innovazione tecnologica applicata all’industria vitivinicola, ci informa sul suo blog Serious about wine dei grandi progressi che va facendo, nei Paesi del Nuovo Mondo, l’attività, ecologicamente impegnata, di recupero e riciclaggio dei tappi di sughero. Nell’articolo si parla addirittura di un programma di riciclaggio, ReCork America (vedi sito Internet) sponsorizzato da una delle più celebri ditte produttrici di tappi in Portogalli, che coinvolge un numero crescente di ristoranti e vede il sughero dei tappi utilizzato nuovamente per l’isolamento nella costruzione delle case, e in prodotti destinati al giardinaggio. Leggi l’articolo
arrivederci a settimana prossima e buona lettura!
rassegna stampa a cura di Franco Ziliani |