edizione del 28 aprile 2008
E’ l’affaire dei Brunello di Montalcino non conformi al disciplinare e, come affermano gli inquirenti, corretti con altre uve non previste dal disciplinare di produzione, a tenere banco su siti Internet e blog del vino italiani ed esteri. Ecco solo alcuni degli articoli più interessanti sulla vicenda
Montalcino: alcuni produttori rompono il silenzio Roberto Giuliani commenta sul suo blog Esalazioni etiliche le opinioni di alcuni produttori su quello che sta accadendo a Montalcino, sull’identità in crisi del Brunello - link
Brunellopoli e dintorni vista da New York Ancora sulla situazione a Montalcino e sulla reazione che molte aziende stanno avendo di fronte all’accaduto, si esprime sul suo wine blog Mondosapore Vino italiano and adventures in New York Terry Hughes – link
Perché Argiano ha declassato il Brunello? Ce lo dice l’avvocato Molto interessante l’intervento dell’avvocato difensore dell’azienda ilcinese Argiano che racconta come sia stata presa la decisione di declassare a Igt Toscana gran parte del Brunello di Montalcino 2003. Lo trovate sul blog Kelablu di Massimo Bernardi - link
Carlo Ferrini sull’affaire Brunello Sui wine blog americani si discute molto delle note vicende di Montalcino. Sul blog VinoWire.com di Jeremy Parzen, il noto enologo Carlo Ferrini dice la sua e prospetta possibili soluzioni - link
Il New York Times su “Brunellopoli” Ampio articolo del New York Times sul Brunello di Montalcino. Lo ha scritto Elisabetta Povoledo, della redazione romana del celebre quotidiano intervistando protagonisti e commentatori - link
Caso Brunello, urgono trasparenza e verità, chiede Elmundovino Il più importante sito Internet del vino spagnolo, a voce di un ottimo conoscitore di vini italiani e frequentatore di cantine e vigneti di casa nostra, Juancho Asenjo, chiede con un ampio articolo dedicato alla vicenda Brunello che “l’identità del vino ed i diritti del consumatore” prevalgano – link
Altre notizie
Identikit del consumatore di vino italiano Sul blog I numeri del vino Marco Baccaglio fornisce, corredandolo con i consueti dati statistici, un identikit del consumatore di vino in Italia e spiega quali fattori contribuiscano a determinare la scelta dell’acquisto nel canale della grande distribuzione organizzata - link
Non vedo l’ora di parlare bene dei suoi vini, Monsieur Magrez! Brutta storia quella di un magnate della finanza, proprietario di un celebre Château di Bordeaux, che forse per ammorbidire i loro giudizi ha pensato “bene” di regalare ad alcuni giornalisti invitati ad una degustazione un orologio di Cartier del valore di 1600 euro. Ce la racconta l’edizione on line della rivista inglese Decanter - link
Leggere, sulla stessa vicenda, il commento del “sommelier informatico” fiorentino Andrea Gori sul suo blog Vino da Burde. Gori si chiede se i giornalisti del vino siano importanti come gli arbitri ai tempi di Moggi - link
Il Riesling continua ad essere la varietà di uva più diffusa in Germania Joel Payne sul sito Internet Wine Business International riferisce che secondo i dati del Dipartimento tedesco di Statistica il Rheinriesling o Riesling renano continua ad essere di gran lunga la varietà di uva più diffusa in Germania, con una percentuale del 21,3% sul totale degli oltre 100 mila ettari vitati. Nel corso del 2007 di Riesling sono stati piantati ancora 500 ettari. - link
E’ la genetica a determinare quali vini si preferiscono Dan Berger sul sito Appellation America ci informa sugli interessantissimi e affascinanti risultati di una serie di ricerche scientifiche in corso negli Stati Uniti ed in Australia secondo i quali sarebbe il particolare Dna di ognuno di noi a determinare il nostro gusto e quali vini ci possano piacere di più o di meno. – link
arrivederci a settimana prossima e buona lettura!
rassegna stampa a cura di Franco Ziliani
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