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2 Luglio 2009
UN DISEGNO POCO CHIARO

A fine maggio cinque senatori hanno presentato il disegno di legge numero 720 che "regola la disciplina della professione di sommelier e prevede la delega al governo per la regolamentazione della materia". Partendo dall'importanza del nostro Paese in ambito turistico, ristorativo ed enogastronomico e dal fatto che numerosi giovani si affacciano ogni anno in questo settore, il disegno di legge vuole intervenire per dettare "gli elementi e le indicazioni principali per la regolamentazione organica della materia" che, come si legge nel testo trasmesso alla presidenza del Senato il 30 maggio, sono rimasti fino ad oggi affidati ad "associazioni di carattere privatistico, la cui proliferazione incontrollata non giova alla uniformità e alla omogeneità qualitativa della figura del sommelier".

Fa ovviamente piacere che alcuni rappresentanti del Senato della Repubblica italiana si occupino di un tema che ci sta a cuore, ma saremmo altrettanto soddisfatti se lo facessero con cognizione di causa e, soprattutto, con una legge migliorativa. Il disegno di legge che abbiamo letto non aggiunge nulla di nuovo a ciò che c'è già: i nostri corsi vengono copiati in tutto il pianeta, la figura del sommelier è stata riconosciuta anche a livello contrattuale, il titolo di sommelier viene rilasciato dopo la frequenza dei corsi e un esame molto selettivo.

Due le associazioni riconosciute: una è l'Ais, con 35 mila iscritti, diecimila sommelier professionisti, 45 anni di storia trascorsi a parlare di vino e a formare sommelier preparati (con una didattica e libri di testo che ci vengono richiesti da tutto il mondo), persone che promuovono le eccellenze e i territori italiani.

Non vediamo quindi tutto questo proliferare di associazioni di cui si fa cenno nel disegno di legge, molto vago e poco specifico, redatto senza consultare neanche una delle due associazioni che operano in questo ambito. E si vede.

Se qualcuno ci avesse chiesto un parere, gli avremmo detto che da anni l'Ais promuove la cultura del bere consapevole, combatte le stragi del sabato sera perché nei nostri corsi si insegna che il vino è equilibrio e riflessione, il contrario dello sballo e dei beveroni che si servono nei disco-bar e nelle discoteche.

Se quel qualcuno ci avesse interpellato, gli avremmo anche spiegato che il sommelier è una figura eclettica e poliedrica: c'è il sommelier manager, c'è il sommelier di sala, c'è il sommelier comunicatore che divulga la cultura del vino, c'è il sommelier della grande distribuzione, c'è il sommelier proprietario di wine-bar, ristoranti ed enoteche. E ci sono soprattutto decine di migliaia di appassionati che hanno seguito i nostri corsi nel tempo libero. Sono impiegati, operai, medici, ingegneri, avvocati, pubblicitari, commercianti, che vogliono scoprire che cosa c'è dentro la bottiglia di vino: la vite, la terra, il lavoro dell'uomo, la vendemmia, i disciplinari di produzione, la legislazione, il marketing, il commercio. E poi vogliono conoscere i criteri dell'abbinamento cibo-vino, i distillati, la birra, l'olio.

Passione, studio, aggiornamento, lavoro: il sommelier è tutto questo. Farne solo una questione di albo professionale sarebbe riduttivo e poco edificante.



© 2002-2008 Associazione Italiana Sommeliers, p.iva 11526700155, cf. 80022570156
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